Thailandia....antico Siam

Torno in Oriente dopo tanti anni, ma la sensazione è sempre la stessa.
Si è accolti dal sorriso, dagli inchini a mani unite di gente che ha fatto suoi gli insegnamenti del Buddismo: pensiero, purezza e gentilezza.
E cosi è la Thailandia!

Il viaggio con il mio piccolo gruppo inizia a Bangkok, città di oltre 12 milioni di abitanti, moderna, caotica, dal traffico impazzito, dall'inquinamento soffocante.
Wood la guida, di una gentilezza disarmante, e dall'italiano molto stentato, ci porta alla scoperta di questa città.
Si trova la pace entrando nel recinto del Grand Palazzo Reale, nel tempio del Buddha di smeraldo o a Wat Arun, il tempio dell'Aurora, costruito sulle rive del fiume che attraversa la città.
Il mercato dei fiori è incredibile, tutti comprano mazzi di fiori per fare doni a Buddha od ornare i lussuosi hotel della città. A Chinatown donne con il bilanciere corrono quà e là per vendere i pochi prodotti del loro orto.
Qui si vive con pochi dollari al giorno, si mangia nelle bancherelle con 1 Euro, ma occhio all'igiene!

Tutti mi dicono di andare al mercato galleggiante di Damnoen Savuak, arrivandoci con una lancia guidata da un folle, ma devo dire che non mi ha particolarmente entusiasmata,ormai ha perso la sua autenticità a causa di un turismo di massa intorno a cui ruota tutto.

Il mercato notturno di Pat Patong si tiene nella zona di Silom Road ogni sera dalle 19 in poi, nel quartiere a luci rosse della città. Anche questo ormai a uso e consumo di turisti in cerca di Lacoste a 5 Euro!
Bangkok, città dello shopping, con i suoi enormi centri commerciali, alcuni economici in quanto pieni di falsi provenienti ormai tutti dalla Cina, alcuni costosi come quelli italiani.



La magia della Thailandia si scopre andando verso Nord,  a Bang Pa In, residenza estiva della famiglia reale....sarà che arriviamo quando ancora non ci sono orde di turisti, sarà la bellezza di una mattina di sole, insomma, il fiume, il palazzo neoclassico e la pagoda in mezzo all'acqua, il faro portoghese e il padiglione cinese, tutti in mezzo a un parco meraviglioso....

A Ayuttaya colpiscono le pagode in stile Khmer, ancora in ottimo stato, risalenti al XVII secolo.

Abbiamo la fortuna di trovarci al tempio di Phitsanuloke nel periodo della festa. Un grande mercato vero, non ad uso e consumo dei turisti stranieri, ricco di banchi di frutta e di cibi, di cianfrusaglie  a ridosso di uno dei templi più visitati della Thailandia, in cui un monaco ci impartisce la sua benedizione, con una preghiera e l'aspersione di acqua. Decidiamo di fare una donazione ai monaci...lasci dei soldi in una cassetta e ti viene consegnata una ciotola piena di monetine, e ne devi lasciare una in ogni ciotola dei monaci.



Sukhotai è l'antica capitale del Siam, E in una spianata circondata da fossati con acqua e ninfee si trovano ben 5 templi, ben conservati, del 1200 circa. Una enorme statua di Buddha fa capolino da uno dei templi e impressiona,.

Le strade che si percorrono sono in ottimo stato, spesso a 2 corsie, e passano in mezzo a risaie e coltivazioni di frutta e ortaggi.
Frutta e verdura sono i capisaldi della cucina Thai, che adoro, con il suo Pad Thai, spaghetti di farina di riso con uovo, verdure e soia. Gustosissimi, poi le zuppe e le fritture.
Certo si mangiano, soprattutto nella campagna, anche topi, cavallette, larve di formica, bachi da seta....che fanno bella mostra di sè sui banchi dei mercati.


A Chiang Mai viviamo un altro momento di intensità quando arriviamo in tempo per ascoltare i monaci pregare davanti al loro Buddha,giovani volti sorridenti, ma distaccati, come se vivessero in un'altra dimensione, lontani dalle tentazioni terrene, insieme pregano e il loro canto rapisce.
Anche qui i templi non mancano; saliamo in collina per ammirare quello più ricco che incontriamo in questo viaggio, con una pagoda ricoperta d'oro, ombrelli d'oro e tanti tanti fedeli. Bello il panorama sulla città, cosi dicono, perchè noi non lo vediamo, causa foschia e smog.

Obbligo sono le soste nelle fabbriche, ma devo dire, seppur io sia contraria a questo shopping forzato, che la sosta alla fabbrica della seta vale la pena. Si comprano sciarpe di seta a 25 Euro al metro,,,e sono bellissime le fantasie!
Anche la fabbrica di ombrelli non è male, bisognerebbe farsi spedire a casa i bellissimi ombrelloni di bambù e cotone bianco!

La fattoria delle orchidee è decisamente troppo turistica, ma è un modo per ammirare le bellissime orchidee che qui crescono ovunque e in mille colori e forme.

Foreste di bambù e di alberi di tek, risaie e piantagioni, pur essendo nella stagione secca tutto è verde e rigoglioso.


A Chiang Rai invece si passa per arrivare al Mekong, il mitico fiume che qui divide Laos, Birmania e Thailandia, nascendo dall'Himalaia, attraverso la Cina, arriva in Vietnam. Navigabile, enormi chiatte si muovono lente cariche dei loro materiali, una via di commercio antichissima.
Siamo nel Triangolo d'oro, un tempo centro della produzione del papavero da oppio, oggi attrazione turistica.

E per tutto il viaggio il sorriso e la gentilezza della gente ci ha accompagnati, i loro inchini, che possono sembrare anche troppo ossequiosi, sono parte di loro, di quella gentilezza e educazione che un pò imbarazza, a cui non siamo più abituati purtroppo.


Caterina Migno
Febbraio 2015



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